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Willi Valier – omaggio a 100 anni dalla nascita


Aggiungi al tuo calendario 2020-02-01 11:00:00 2020-02-28 18:00:00 Europe/Rome Willi Valier – omaggio a 100 anni dalla nascita

Mostra personale, all’artista altoatesino Willi Valier prematuramente scomparso nel 1968, all’età di soli 48 anni

Galleria Civica di Bolzano ,piazza Domenicani 18

Mostra personale, all’artista altoatesino Willi Valier prematuramente scomparso nel 1968, all’età di soli 48 anni

Liebespaar I  1963 Tecnica mista su tavola (120 x 94,5 cm)  © Sara Valier & Galleria Alessandro Casciaro

Dove Galleria Civica di Bolzano ,piazza Domenicani 18

da 01/02/2020 a 28/02/2020

Orario Inaugurazione: 1° febb. 2020, ore 11:00 - Orario di apertura (dal 2 al 28 febb. 2020): ma - do: ore 10:00 - 12:00 e 15:00 - 18:00; lu: chiuso - Att.: La Galleria Civica rimarrà chiusa al pubblico nei pomeriggi di giovedì 20 e martedè 25 febbraio 2020 (giovedì e martedì grasso)

Come arrivare

In occasione del centenario della nascita di Willi Valier (Bolzano, 1920) il Südtiroler Künstlerbund insieme alla Galleria Alessandro Casciaro, in collaborazione con il Comune di Bolzano, rendono omaggio, con una mostra personale, all’artista altoatesino prematuramente scomparso nel 1968, all’età di soli 48 anni.

La mostra presenta una selezione di 25 opere, realizzate dall’artista tra la fine degli anni ’50 e il 1967 e provenienti da diverse collezioni private e pubbliche quali Museion, collezione Kreuzer e Cassa di Risparmio di Bolzano.

Il percorso artistico di Willi Valier, concentrato in un arco di tempo di appena quindici anni, può essere ripartito in tre distinti periodi. Il primo, di appena un lustro, si sviluppa dal 1953 al 1958, e cioè dalla prima mostra di Vienna, presso la Galerie Würthle, all’esposizione della 6ª «Regionale d’Arte» di Bolzano, e lo vede intento ad affrontare i temi fiabeschi di un mondo in bilico fra realtà e fantasia in cui arlecchini, pesci ed uccelli sono i soggetti predominanti delle sue opere.

Verso la fine degli anni ’50, periodo in cui l'”espressionismo astratto” e l'”informale” si diffondevano in Europa ed America e da essi si sviluppava una linea definita “materica” rappresentata da artisti del calibro di Alberto Burri, Antoni Tapies, Jean Dubuffet o Jean Fautrier, si apre il secondo ciclo della produzione artistica di Valier:
La purezza e la forza di questa forma espressiva e la possibilità di adire al vero attraverso i mezzi naturali anziché attraverso l'imitazione illustrativa colpisce Valier che abbandona gli ultimi frammenti della figurazione stemperando i tenui segni dell'oggetto e del soggetto nelle seduzioni dell'opera compiuta per mezzo di media inconsueti che gli consentono di spaziare in superfici tridimensionali. Egli ora, nel secondo periodo della sua attività, si avvale oltre che dei colori normali anche di materiali insoliti quali il gesso, il cemento, la sabbia, il Vinavil per un tipo di ricerca svolto con la materia stessa intesa come entità capace di significati autonomi. (Pierluigi Siena, 1987).

A partire dal 1962 Valier si riavvicina alla figurazione. Le sue opere ora, liberate da ogni vincolo formale nella loro espressività e caratterizzate dall’utilizzo netto del segno che si insinua nella materia, quasi a strutturarla, si arricchiscono di contenuti personali e diventano una presa di coscienza, spesso di critica, anche feroce, verso la società e i costumi dominanti del suo tempo.

Insieme a Hans Ebensperger, Josef Kienlechner e Karl Plattner, Willy Valier deve essere ricordato come uno degli artisti più innovativi e di avanguardia che il nostro territorio ha prodotto nel secondo dopoguerra; hanno scritto e si sono occupati di lui critici d’arte come Gottfried Hohenauer, Pierluigi Siena, Luigi Serravalli o artisti, con cui era anche in stretto rapporto di amicizia, come Pierluigi Baratella o Gino Scarpa.

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Willi Valier nasce a Bolzano il 16 dicembre 1920. Nel 1939 si iscrive all’Accademia d’Arte di Firenze, ma nel 1940, dopo lo scoppio della seconda guerra mondiale, interrompe gli studi per arruolarsi come volontario nella marina tedesca. Nel 1950, su consiglio di Emanuel Fohn e di Josef Kienlechner si iscrive all’Accademia d’Arte di Monaco di Baviera nella classe del professor Josef Oberberger dove rimane fino al 1954, anno in cui interrompe nuovamente gli studi e rientra definitivamente a Siusi. Nel 1966 aderisce al Partito Comunista Italiano.

Willi Valier muore improvvisamente a Senigallia il 2 settembre 1968

Nel 1950 le opere di Valier vengono presentate per la prima volta al pubblico nel corso di una mostra collettiva del Südtiroler Künstlerbund a Bolzano. Nel 1952 vengono organizzate le sue due prime mostre personali, a Bolzano e presso la Galleria La Scaletta di Bologna. Nel 1953 espone presso la Galerie Würthle di Vienna.

La partecipazione a mostre e concorsi nazionali servono a Valier per introdursi nella scena artistica italiana: nel 1952 partecipa al «Premio Borletti» a Milano, nel 1958 al «Premio Modigliani» a Livorno e nel 1959 al «Premio Bergamo» e all’importante “Concorso del bronzetto” a Padova.

Nel 1958 partecipa all’Esposizione Mondiale a Bruxelles insieme a Lotte Geier-Paluselli, tessitrice artistica, mentre nel 1960 partecipa allla «Mostra Internazionale Arte Astratta», a Pistoia, e, sempre nello stesso anno, realizza la mostra personale presso la Galleria Domenicani a Bolzano dove vengono esposte le sue prime opere materiche. Nel 1961 espone al Tiroler Kunstpavillon di Innsbruck e di seguito a Stuttgart e Heilbronn in Germania. Nello stesso anno partecipa anche ad una mostra collettiva di artisti italiani a Damasco in Siria e ad Alessandria in Egitto. Nel 1962 seguono due esposizioni a Venezia, presso la Galleria XXII marzo, e a Milano presso la Galleria Pater. Nel 1963 espone a Copenaghen, Malmö, Göteborg e Venezia. Nel 1964 inaugura la sua prima mostra personale presso la Galleria Goethe di Bolzano a cui seguiranno negli anni altre mostre personali, nel 1967, nel 1998 e nel 2012. Del 1987 è la grande retrospettiva al Museo d’Arte Moderna di Bolzano mentre nel 2002 gli viene dedicata una mostra personale presso il Curatorio di Castelbello, in Val Venosta.

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Attenzione:
La Galleria Civica rimarrà chiusa al pubblico nei pomeriggi di giovedì 20 e martedè 25 febbraio 2020 (giovedì e martedì grasso)

Foto:
Liebespaar I
1963
Tecnica mista su tavola (120 x 94,5 cm)
© Sara Valier & Galleria Alessandro Casciaro

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