Berta Cáceres ha combattuto in prima linea per i diritti delle popolazioni indigene honduregne, minacciate dalle opere di deforestazione e di costruzione di dighe ad opera di corporazioni straniere senza scrupoli. In particolare, nel 2013, organizzò una campagna attivista contro un progetto della compagnia honduregna DESA, che mirava e costruire alcune dighe idroelettriche sul fiume Gualcarque, un fiume sacro per la comunità indigena Lenca.
Il reportage, pubblicato in Italia dalla casa editrice “Capovolte”, presenta l’indagine di Nina Lakhani sull’omicidio di Berta Cáceres e sull’intero contesto che lo ha favorito: dal colpo di stato che ha deposto Manuel Zelaya nel 2009, ai conflitti tra le comunità indigene e lo stato honduregno, colluso con imprese multinazionali e pronto all’uso di una violenza indiscriminata per sopprimere il dissenso. Un contesto che spiega perché l’Honduras sia diventato uno dei paesi più pericolosi al mondo per attivisti, giornalisti e indigeni.
Il volume presenta un’inchiesta pericolosa, frutto di anni di ricerche sul campo e decine di interviste. Un’inchiesta che è proseguita nonostante le minacce ricevute dall’autrice, unica giornalista straniera ad aver assistito al processo contro gli esecutori dell’omicidio, un delitto i cui mandanti sono ancora sconosciuti.
Nina Lakhani è una giornalista originaria di Londra che ha esperienza lavorativa maturata in oltre dieci Paesi. Per sei anni e mezzo è stata freelance in Messico e Centroamerica, dove si è concentrata principalmente sui temi come le migrazioni forzate, le conseguenze della guerra della droga, la violenza, la corruzione e l’impunità di stato, la violenza di genere, le battaglie a difesa dell’ambiente e la guerra per le risorse naturali. Attualmente è corrispondente per la Giustizia ambientale per The Guardian US, a New York.