Lug 23

OSSIMORI / OXYMORA 2023


Aggiungi al tuo calendario 2023-07-23 10:00:00 2023-08-25 18:00:00 Europe/Rome OSSIMORI / OXYMORA 2023

VERNISSAGE: MERCOLEDI'  26.07.2023, ore 18:00

Galleria Civica di Bolzano ,piazza Domenicani 18

VERNISSAGE: MERCOLEDI'  26.07.2023, ore 18:00

Dove Galleria Civica di Bolzano ,piazza Domenicani 18

Periodo di svolgimento 23.07 - 25.08.2023 (Galleria civica chiusa il 15.08.2023)

Orario Ma - Do: 10:00 - 13:00 / 15:00 - 18:00

Costo d'ingresso Ingresso libero

Locandina dell'evento
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Come arrivare

VERNISSAGE: MERCOLEDI'  26.07.2023, ore 18:00

ORARI DI APERTURA (23.07 - 25.08.2023): MARTEDI'-DOMENICA: 10:00-13:00 / 15:00-18:00

LA GALLERIA CIVICA RIMARRA' CHIUSA AL PUBBLICO MARTEDI' 15.08.2023 (Ferragosto)

È alla terza edizione, dopo le precedenti del 2020 e del 2021, il format espositivo dell’Associazione degli Artisti della Provincia Autonoma di Bolzano, che prevede tematiche distinte facenti capo a un tema comune, contraddistinto dal generico binomio “uguale ma diverso”, quest’anno espresso nel concetto di ossimoro.

Il soggetto è liberamente interpretato ed elaborato da sei artisti e artiste nelle forme più diverse, attraverso la creatività e il sentire dell’autore, anche rispetto alla tecnica utilizzata e al tipo di soggetto, dal più realistico e riconoscibile, a quello più simbolico e astratto.

Si tratta dunque di mettere a fuoco un taglio narrativo oppure concettuale, a seconda dell’autore, del suo stile, della sua inclinazione estetica e del suo modo di percepire il mondo.

Così Barbara Natter si propone con l’ossimoro “adorabile bruttezza”, per il quale raffigura una rosa dipinta con pigmenti naturali, uno dei simboli più amati nell’immagine simbolica della bellezza e della delicatezza; la rosa è raffigurata nel momento dell’inverno quando, appassita e secca, ritira le sue forze per diventare poi simbolo di rinascita, nello sbocciare di nuova linfa e in una rinnovata esplosione cromatica, ricordandoci forza e fragilità della natura. Lucia Nardelli lavora in contemporanea sull’ossimoro “caos calmo” e “copia originale”, avvalendosi della tecnica xilografica. La tematica del contrasto è stata spesso parte integrante del suo modo di fare arte e proprio dall’accostamento di due elementi antitetici sono emersi anche in quest’opera significati complessi nell’elaborazione e inediti nel significato. La contrapposizione di forme e colori, nell’astrazione di figure umane e aperture di finestre in un edificio, è evidente nell’opera, ma nel caos delle forme e dei colori, l’insieme appare tranquillo e il concetto di “copia originale” si esprime nella grande velina, testimonianza dei diversi passaggi esecutivi.

Anche Bruno Flaim crea la sua proposta sulla base dell’ossimoro “copia originale” per sottolineare l’aleatorietà del concetto stesso e l’interscambio possibile attraverso l’uso del digitale. Ecco che nella sequenza di opere tra oli e digitale, elabora un modo personale di esprimere il contrasto. I colori accesi e le forme astratte, morbide e fluide, nella scomposizione dei dettagli e nella ricomposizione dell’insieme, rispondono coerentemente alla ricerca concettuale.

Le trasparenze degli acquerelli di Silvano Tacus ci portano nell’ossimoro “soli insieme”, simboleggiato da figure incorporee in controluce, accostate e divise nel contempo in pannelli, isolate dalla comunità, rappresentata da gruppi di piccole figure appena abbozzate; l’uomo e la donna sono giustapposti, ma finiscono comunque col formare una coppia, uno stare insieme muto di sagome immobili.

Soli insieme” è anche l’ossimoro scelto da Elisabetta Vazzoler che, nei suoi ritratti di donne, risultato di un’indagine sugli effetti fisici dovuti a una vita disordinata e ai margini, disegna posture affaticate da un corpo segnato dalle dipendenze. Tre dipinti ad olio che descrivono tre solitudini, un trittico della precarietà che sembra sciogliersi nell’immagine d’insieme, dove le figure danno l’impressione di ritrovarsi formando un tutt’uno, i cui gesti cadono però nel vuoto dell’oblio.

Caos calmo” è la contrapposizione che sceglie Katherina Zoeggeler per la sua installazione fatta di bozzoli di rete metallica, su cui posano foglie di ceramica dorata con diverse densità, volte a simboleggiare il caos allegro e luminoso dell’opera ricca di foglie dinamiche e leggere, contrapposto alla tranquillità e alla staticità dei bozzoli su cui le piccole sculture iniziano appena ad attaccarsi, dove lo spazio fra l’una e l’altra è maggiore e la rete più vuota, o solo forzatamente ordinata e armonica, in una calma senza vento.

Nella sala interrata infine, sono esposti i lavori preparatori che gli artisti e le artiste hanno elaborato maturando l’opera definitiva, in cui riconoscere creatività e manualità, in un insieme di diversi intenti estetici.

ORGANIZZATORI: Associazione degli Artisti della Provincia Autonoma di Bolzano-Alto Adige

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