Nov 23

La giustizia dell’incontro - Vittime e responsabili della lotta armata a confronto


Aggiungi al tuo calendario 2018-11-23 18:00:00 2018-11-23 22:00:00 Europe/Rome La giustizia dell’incontro - Vittime e responsabili della lotta armata a confronto

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Sala di rappresentanza del Comune ,vicolo Gumer 7 Centro per la Pace

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Dove Sala di rappresentanza del Comune ,vicolo Gumer 7

Venerdì, 23 Novembre 2018

Orario Ore 18:00

Locandina dell'evento
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Come arrivare

  • Centro per la Pace

Due storie, due destini incrociati. Da un lato Adriana Faranda e dall’altro Giovanni Ricci, due persone unite da uno dei momenti più cupi della nostra storia repubblicana.

Il 16 marzo 1978, le Brigate Rosse, di cui Adriana Faranda fa parte, rapiscono il leader DC Aldo Moro e uccidono gli agenti della sua scorta, tra cui il padre di Giovanni Ricci, Domenico Ricci.

Due umanità che dopo quarant’anni si ricongiungono, grazie al metodo della giustizia riparativa, che è riuscito nella difficile impresa di riavvicinare vittime e autori di reati.

Un lungo percorso per cercare di sanare le ferite dell’animo, superando la diffidenza, il rancore e la rabbia, un momento di incontro e confronto, che si terrà

venerdì 23 novembre 2018, alle ore 18.00, presso la Sala di Rappresentanza del comune di Bolzano (vicolo Gumer 7)

 All’incontro, organizzato dal Centro per la Pace, in collaborazione con il servizio Odós della  Caritas diocesana,interverranno:

  • GIOVANNI RICCI, sociologo, figlio dell’appuntato Domenico Ricci, caposcorta di Aldo Moro e ucciso dalle Brigate Rosse in via Fani,
  • ADRIANA FARANDA, fotografa, ex componente della lotta armata,
  • ADOLFO CERETTI, criminologo, professore ordinario all’Università Bicocca Milano, mediatore.

 

L’incontro sarà moderato da ALESSANDRO PEDROTTI, responsabile del servizio Odós (Caritas).

Attraverso programmi di incontro, con i membri delle rispettive famiglie o con le comunità di riferimento, tre mediatori, tra cui Adolfo Ceretti, sono riusciti a far incontrare alcune vittime e responsabili di reati. Il loro lavoro, frutto di una riflessione personale e collettiva, nasce dalla voglia di capire il passato per assumere una piena consapevolezza delle scelte, sospendendo ogni giudizio.

Questa esperienza di incontro si iscrive nell’ambito della giustizia riparativa, definita come un percorso volontario nel quale l’autore di un reato, la vittima e la comunità partecipano assieme alla risoluzione delle questioni rilevanti sorte dal reato.

La giustizia riparativa, attraverso l’ascolto dell’altro, mira a reintegrare nella società sia l’autore del reato sia la vittima. II passato non si può cambiare, ma si può cambiare il futuro: il futuro delle persone, delle relazioni, dei legami sociali all’interno della società.

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