Si tratta di uno studio sul al trattamento subito da partigiane e collaborazioniste in seguito alla Liberazione, che affronta la questione della violenza e della giustizia dentro e fuori i tribunali.
Le donne attive nella Resistenza hanno ricevuto (o non ricevuto) riconoscimenti molto diversi rispetto ai colleghi uomini. Lidia Celli ha studiato a fondo queste dinamiche, partendo dai giudizi penali e sociali rivolti sia alle partigiane sia alle collaborazioniste, per interrogarsi su come il dopoguerra italiano abbia gestito la pacificazione e la normalizzazione. Nel suo lavoro emerge la tensione tra una formale uguaglianza di genere e una disparità reale nelle narrazioni e nei riconoscimenti del secondo dopoguerra.
L'evento è organizzato da Frauenarchiv e da Arci Bolzano in collaborazione con la Nuova Libreria Cappelli.