Mostra del Comune di Bolzano in collaborazione con ANPI e ANED.
Inaugurazione: 18 maggio 2022, ore 18.00
IL LAGER IN CITTÀ
Il Polizeiliches Durchgangslager di Bolzano venne allestito nel quartiere di Gries e fu in attività dalla tarda primavera 1944 al 3 maggio 1945. Vi giunsero uomini, donne e bambini da diverse località delle regioni dell’Italia centrale e nord-occidentale.
Si trattava di persone arrestate per motivi politici (cioè partigiani, rastrellati, scioperanti, semplici sospettati), in parte minore per motivi razziali (cioè ebrei e zingari) e come ostaggi.
Nei dieci mesi della sua attività furono deportate nel Lager di Bolzano circa 11.000 persone, parte delle quali fu poi inviata nei Lager nazisti d’Oltralpe con 13 Transporte: Mauthausen (5 trasporti), Flossenbürg (3), Dachau (2), Ravensbrück (2), Auschwitz (1).
I deportati e le deportate che rimasero nel Lager di Bolzano furono obbligati al lavoro schiavistico all’interno del Lager, nei campi da esso dipendenti sul territorio provinciale e anche in città: molti lavoravano per la ditta IMI ospitata sotto la Galleria del Virgolo (produzione bellica) e altri invece erano addetti allo sminamento delle zone bombardate nel centro città.Il Lager fu dismesso il 3.5.1945.
Il contesto: la Zona di Operazioni nelle Prealpi
Nei giorni successivi all’armistizio dell’8.9.1943, stipulato fra l’Italia e gli angloamericani, Hitler con ordinanza del 11.9.1943 stabilì che le province di Bolzano, Trento e Belluno costituissero la Zona di Operazioni nelle Prealpi (OZAV), a lui sottoposta.
Franz Hofer, già comandante supremo del Tirolo, divenne Gauleiter dell’OZAV. Capoluogo dell’OZAV era Bolzano, dove avevano sede numerosi presidi militari germanici, il Tribunale Speciale ed uno dei quattro Lager nazisti in territorio oggi italiano. Gli altri Lager si trovavano a Borgo San Dalmazzo (Cuneo), a Fossoli di Carpi (Modena) e a Trieste, quest’ultimo attrezzato anche per l’eliminazione. Trieste era capoluogo della Zona di Operazioni del Litorale Adriatico.